Ieri pomeriggio, nella sala giunta del Comune di Sciacca, si è scritta una bella pagina di “democrazia partecipata” per la nostra città, decisamente insolita. A definirla così è stata Lilla Piazza, che di riunioni, da attivista qual’è, ne ha viste proprio tante.

L’incontro tra il Comitato Civico Patrimonio Termale, il Sindaco Fabio Termine, il Presidente del Consiglio Comunale Ignazio Messina e una presenza massiccia di quindici consiglieri comunali ha segnato una svolta attesa da tempo.

Si è trattato del primo seguito concreto alla lettera aperta inviata dal Comitato lo scorso 5 luglio 2026. Il clima è stato collaborativo e la discussione ordinata e proficua. E un dato, su tutti: sul futuro delle Terme non si fa, e non si deve fare, campagna elettorale.

A rendere l’incontro davvero utile è stato anche il contributo e il tono degli interventi dei consiglieri comunali, che non si sono limitati a prendere atto, ma hanno portato in aula contributi costruttivi e proposte concrete, dall’importanza delle acque ai trasporti e alla viabilità pubblica, senza nascondere qualche dubbio tecnico ancora da chiarire e approfondire.

Nino Porrello, coordinatore del Comitato Civico, ha tra l’altro invitato la classe politica cittadina a superare ogni timidezza e a pretendere un ruolo centrale della città nella programmazione pluriennale del proprio destino in chiave termale. Il Presidente Messina ha rincarato: non è più il momento di procedere in ordine sparso, serve un metodo di lavoro condiviso.

E sul “metodo di lavoro”, argomento molto caro al Comitato Civico, anche il consigliere Calogero Bono ha particolarmente insistito.

Il sindaco Fabio Termine ha preannunciato in tempi brevissimi un “tavolo tecnico” in cui concordare le linee di azione necessarie di un cammino condiviso, nel quale poi coinvolgere tutti gli operatori le necessarie programmazioni ed azioni, al di là del piano triennale delle opere pubbliche.

Per tradurre questa visione in atti concreti verso la Regione Siciliana, il Comitato ha delineato quattro punti che chiede vengano recepiti dal Consiglio Comunale e dall’Amministrazione in un formale atto di indirizzo politico:

• Inclusione totale dei beni del cosiddetto perimetro potenziale nel PPP: sfruttare la fase negoziale del Partenariato Pubblico-Privato per inserire nel bando anche l’antico stabilimento delle Terme Selinuntine e le Piscine Molinelli, anche per l’utilizzo delle acque salsobromoiodica e santa, a fronte degli 80-90 milioni di euro complessivi in campo.

• Recupero del Monte Kronio: inserire le grotte vaporose in una fase successiva, valutando la riprogrammazione sul termalismo saccense di eventuali fondi FSC non utilizzati altrove (come i 40 milioni destinati ad Acireale).

• Governance e trasparenza: garantire la fruizione pubblica regolamentata del parco termale, inserire il driver “Terme di Sciacca” nella programmazione regionale 2028-2034 e prevedere la presenza anche consulenziale del Sindaco nella commissione giudicatrice della gara pubblica

• Tutela dei finanziamenti: monitorare con trasparenza l’iter del PPP e l’applicazione delle clausole di salvaguardia sui fondi FSC, in caso di ritardi legati a contenziosi amministrativi.

Il rilancio riguarda la crescita del tessuto economico e di accoglienza della città. Con il progetto “Sciacca Terme: prepariamoci per accogliere”, il Comitato punta a mettere in rete le associazioni del territorio, con il sostegno del Comune, per un obiettivo chiaro: far crescere in loco le competenze necessarie prima che gli impianti aprano i battenti, nonché realizzare i necessari cambiamenti della città indispensabili per una moderna stazione termale.

Il dato che ci dà l’urgenza a questo passaggio è semplice ed esemplificativo: per creare le condizioni affinché si possa acquisire localmente il titolo professionale di “operatore termale” servono almeno quattro anni. Chi pensa che sia ancora presto per cominciare rischia, in realtà, di perdere il futuro e di lasciare che le opportunità occupazionali finiscano a professionalità esterne al territorio.

Il percorso sembrerebbe essere già tracciato: entro settembre si lavora alla costituzione di un Tavolo Tecnico Territoriale, esteso ai sindaci, ai presidenti dei consigli comunali e ai deputati regionali del comprensorio. Sul tavolo anche una proposta più identitaria: un referendum per aggiungere alla denominazione ufficiale della città il nome “Sciacca Terme”, per legare per sempre la comunità alla propria storia millenaria delle acque. Su questo tema, ci sono pareri discordanti, ed appare corretta la valutazione del sindaco che in mancanza di una visione unitaria non si può correre il rischio di farne un argomento divisivo in vista delle prossime elezioni amministrative.

Con una mozione d’indirizzo unitaria rivolta al governo regionale, Sciacca può scegliere dunque di riappropriarsi, con metodo e con orgoglio, del proprio futuro. Ai cittadini, alle associazioni, alle famiglie che vivono questa terra, il messaggio che arriva dalla riunione è il seguente: è il momento di partecipare, di informarsi, di far sentire la propria voce nei prossimi passaggi pubblici.

Il futuro delle Terme si scrive insieme, perché per dirla con la voce del comitato, bisogna scegliere se è il tempo di arrancare, camminare o volare tutto insieme.

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